Strumenti di Pace. Personale di Cristiano Zanini
Strumenti di pace. Trasformazioni in scena tra scultura contemporanea e arazzi cinquecenteschi.
Personale di Cristiano Zanini
Dal 21 marzo al 24 maggio 2026
Inaugurazione: sabato 21 marzo, ore 16.00
Sabato 21 marzo alle ore 16.00 ai Musei del Duomo inaugura Strumenti di pace, personale di Cristiano Zanini, realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Ricognizioni sull’arte.
In una delle sale dei Musei del Duomo, le opere dell’artista dialogano con gli arazzi cinquecenteschi, instaurando un confronto tra linguaggi contemporanei e antiche iconografie.
I preziosi tessuti in lana e seta, riccamente colorati, sono considerati tra i beni più preziosi della Cattedrale modenese. Databili intorno al 1560, furono fabbricati a Bruxelles e presentano il monogramma dell’arazziere, noto come “Maestro della marca geometrica”.
La mostra prende avvio da una riflessione sul tema della pace, intesa come un orizzonte verso cui tendere: un’immagine che attraversa culture e tradizioni superando qualsiasi confine religioso o politico e che può iniziare a essere costruita a partire dal nostro sguardo sulla realtà che ci circonda. È proprio su questo sguardo – sul modo in cui attribuiamo significato alle cose – che si concentra il lavoro di Cristiano Zanini. L’artista esplora la materia e la forma attraverso sculture realizzate in materiali poveri come carta e cartone. Le sue opere non riproducono oggetti funzionali né immediatamente riconoscibili: risultano familiari, assomigliano a qualcosa di noto, ma non vi corrispondono esattamente. Sono oggetti apparentemente inutili, misteriosi, che in quanto tali ci stimolano a riflettere, accendono la nostra immaginazione e ci obbligano a cercare un’interpretazione: possono essere drammatiche armi di guerra, destinate a una cieca violenza, così come affascinanti strumenti di pace in grado di generare un’armoniosa melodia. Siamo noi, attraverso il nostro sguardo, ad attribuire loro una forma definita e uno scopo.
Circondate dagli arazzi, le opere di Zanini pongono l’accento sulla violenza che attraversa le storie bibliche rappresentate negli antichi tessuti e invitano a riflettere proprio sul nostro modo di guardare il mondo.
Cristiano Zanini, classe 1998, è cresciuto sull’Appennino tosco-emiliano, e attualmente studia e lavora a Bologna.
Ha esposto in occasione di Divergere (2024) cura di Simone Pellegrini, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna; Il Grande parlamento degli istinti (2025) a cura di Spazio Relativo e Studio Yoshida, presso Villa Davia (Sasso Marconi, BO); Antropocentrie (2025) a cura di Luca Caccioni, presso Fondazione Carisbo; Nella silva (2026) a cura di Alessandro Mescoli e Cecilia Berto presso CRAC Spazio Arte (MO).
La mostra è realizzata con il contributo di 